Imposta di Soggiorno: il Comune di Venezia punta a incassarla da Airbnb

Gli introiti dell’imposta di soggiorno continuano a crescere e nel 2017 sforeranno quasi certamente la “barriere” dei 30 milioni di euro. L’anno scorso infatti il Comune aveva incassato dalla tassa sui turisti soggiornanti nelle strutture alberghiere ed extralberghiere 29 milioni di euro, e la stessa cifra prudentemente era stata inserita anche nel bilancio 2017. Ma nei primi due trimestri di quest’anno sono stati già riscossi 876 mila euro in più rispetto all’anno scorso e sono 719 le nuove dichiarazioni, frutto anche dell’emersione dal sommerso. Il traguardo dei 30 milioni di euro è a passo.

«Il Comune non chiede altro», sottolinea l’assessore al Bilancio, Michele Zuin «che si paghi quanto è dovuto. Il nostro impegno nell’attività di controllo ci sta dimostrando di portare risultati concreti di cui beneficeranno tutti i cittadini. La lotta all’evasione, oltre a essere un dovere etico, è stata anche fondamentale per far quadrare il bilancio dell’Amministrazione». Il nuovo fronte è rappresentato dal pagamento allargato dell’imposta di soggiorno a chi si rivolge per affittare il proprio alloggio a fini turisti ad Airnbnb, ma anche ad altri portali come Expedia o Booking.

«Ora per quanto riguarda anche Airbnb una legge c’è», ricorda l’assessore, «e si tratta di accordarsi sul come applicarla, visto che saranno proprio i portali a doversi incaricare di riscuotere il pagamento dell’imposta per poi girarlo all’Amministrazione. Ci incontreremo per definire le procedure, ma Airbnb aveva chiesto per esercitare il nuovo ruolo di esattore dell’imposta presso i suoi affiliati una cosa per noi impossibile: applicare lo stesso tipo di tariffa a tutti i tipi di alloggi o bed & breakfast. L’imposta di soggiorno è invece progressiva in base al tipo di immobile turistico e alla sua collocazione sul territorio comunale. Applicarla in modo uguale per tutti sarebbe una grossa ingiustizia. Ma c’è sicuramente la possibilità di sviluppare un algoritmo che consenta facilmente di calcolare l’imposta per ogni tipo di esercizio. Inoltre siamo pronti a collaborare con la creazione di un server che permetta in tempo reale collegandosi ad esso di sapere qual è la tariffa dell’imposta di soggiorno per ogni tipo di alloggio

o esercizio. Quelli che tra l’altro non risultassero vorrebbe dire che non sono presenti perché evadono l’imposta di soggiorno. Siamo pronti a incontrarci con i rappresentati di Airbnb nel nostro territorio per definire tutte le procedure per l’esazione dell’imposta». (e.t.)

 

Fonte: La Nuova di Venezia e Mestre

 

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